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Approfondimento

Quando il corpo diventa incerto

Come il dolore cronico può cambiare il modo in cui percepiamo e abitiamo il nostro corpo.

Siamo abituati a pensare al corpo come a qualcosa che semplicemente funziona. Camminiamo senza chiederci se le gambe ci sosterranno, saliamo le scale senza interrogarci sulla possibilità di farlo, ci muoviamo senza dover controllare continuamente ciò che accade dentro di noi.

Questa fiducia è talmente radicata da rimanere quasi invisibile. La filosofa Havi Carel la descrive come una forma di certezza corporea: una familiarità tacita con il proprio corpo e con le sue possibilità. Quando una malattia o un dolore persistente interrompono questa continuità, può emergere qualcosa di diverso: il bodily doubt, il dubbio nei confronti del proprio corpo.

Quando il corpo smette di essere trasparente

Nel quotidiano il corpo tende a rimanere sullo sfondo. Lo utilizziamo senza pensarci continuamente. Il dolore può cambiare radicalmente questa esperienza.

Una parte del corpo che prima era quasi invisibile diventa improvvisamente presente: viene osservata, controllata, ascoltata. Ci si chiede se farà male, se sarà possibile fare un determinato movimento, se quella sensazione sia normale o segnali qualcosa di nuovo.

Carel descrive questo cambiamento attraverso tre dimensioni: la perdita di continuità, la perdita di trasparenza e la perdita di fiducia nel corpo. Il corpo non viene più dato per scontato: diventa qualcosa con cui bisogna fare i conti.

Vivere nell'incertezza

Il dubbio corporeo non coincide semplicemente con la paura del dolore.

Riguarda una trasformazione più profonda del rapporto con il proprio corpo: posso ancora fidarmi di quello che farà? Posso prevedere come reagirà? Posso contare sulle sue capacità come facevo prima?

Nel dolore cronico, questa incertezza può accompagnare le attività quotidiane e modificare il modo in cui una persona si rapporta al proprio ambiente. Fernandez e colleghi propongono proprio il concetto di pain-related bodily doubt come complemento a concetti più familiari nella ricerca sul dolore, come paura del dolore, catastrofizzazione e autoefficacia.

La differenza è importante: il dubbio corporeo non descrive soltanto ciò che una persona pensa del proprio corpo. È una sensazione più implicita, un modo di stare nel mondo in cui le capacità del corpo non vengono più date per certe.

Quando questa esperienza entra nella sessualità

La sessualità rende questa dimensione particolarmente evidente perché coinvolge un rapporto molto diretto con il proprio corpo.

Nel dolore sessuale, il corpo può diventare progressivamente qualcosa da osservare e da anticipare: farà male? Riuscirò a rilassarmi? Potrò lasciarmi andare? Come reagirà il mio corpo questa volta?

Questa prospettiva permette di guardare al dolore sessuale anche attraverso il concetto di fiducia corporea. Un corpo che in passato era parte naturale dell'esperienza sessuale può diventare un corpo da monitorare, prevedere e proteggere.

Il punto non riguarda soltanto la presenza del dolore, ma il rapporto che si costruisce con un corpo diventato meno prevedibile. In questo senso, il dolore può modificare non solo ciò che sentiamo, ma anche il modo in cui ci affidiamo al nostro corpo durante l'intimità.

È proprio qui che il concetto di bodily doubt può offrire una prospettiva interessante anche per comprendere l'esperienza del dolore sessuale: quando il corpo diventa incerto, cambia anche il modo in cui possiamo abitarlo, ascoltarlo e lasciarci guidare da esso.

Riferimenti

  • Carel, H. (2013). Bodily doubt. Journal of Consciousness Studies, 20(7–8), 7–8.
  • Fernandez, A. V., Hartvigsen, J., Ravn, S., Stilwell, P., & Kongsted, A. (2023). Reconceptualizing pain-related behaviour: Introducing the concept of bodily doubt. European Journal of Pain, 27(6), 666–667. https://doi.org/10.1002/ejp.2105 DOI