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L'orgasmo femminile: oltre la distinzione tra clitorideo e vaginale

Perché dividere l'orgasmo in “clitorideo” e “vaginale” racconta solo una parte della storia.

«L'unico orgasmo vaginale è quello di un uomo».

La sessuologa olandese Ellen Laan utilizzava questa provocazione per mettere in discussione una delle idee più persistenti sulla sessualità femminile: l'esistenza di un orgasmo “vaginale” distinto da quello “clitorideo”.

La battuta è volutamente paradossale, ma porta con sé una questione importante: quanto ci aiuta davvero classificare gli orgasmi in base al punto del corpo che viene stimolato?

Da Freud in poi: un orgasmo “maturo” e uno “infantile”

La distinzione ha una lunga storia. Nel modello psicoanalitico di Freud, l'orgasmo clitorideo veniva considerato una forma immatura della sessualità femminile, destinata a essere sostituita, con la maturità, da un orgasmo vaginale. La donna che continuava a dipendere dalla stimolazione clitoridea veniva quindi interpretata come sessualmente o psicologicamente immatura.

Questa idea non si basava su evidenze sperimentali, ma ha avuto una lunga influenza sulla cultura, sulla pratica clinica e sull'immaginario della sessualità femminile.

Il problema non era soltanto scientifico. La distinzione introduceva anche una gerarchia: un orgasmo veniva considerato più “adulto”, più completo o più autentico dell'altro.

Ma il corpo non funziona per categorie così nette

La ricerca successiva ha mostrato quanto sia variabile l'esperienza orgasmica femminile.

Alcune persone raggiungono l'orgasmo attraverso la stimolazione del clitoride, altre attraverso la stimolazione interna, altre ancora attraverso una combinazione di stimolazioni. Per alcune possono contribuire anche zone extragenitali, come i capezzoli, e in determinate condizioni persino l'immaginazione può essere sufficiente a produrre un'esperienza orgasmica.

Anche all'interno della stessa persona l'esperienza può cambiare: ciò che funziona in una situazione può non funzionare in un'altra, e l'intensità, le sensazioni e il significato dell'orgasmo possono variare nel corso della vita.

Per questo, chiedersi se un orgasmo sia “clitorideo” oppure “vaginale” può essere meno informativo di quanto sembri.

L'orgasmo è un'esperienza integrata

Il punto centrale non è stabilire quale struttura anatomica “produca” l'orgasmo, ma comprendere come diverse informazioni vengano integrate dal sistema nervoso e dall'esperienza della persona.

La stimolazione sensoriale rappresenta una parte del processo, ma non è l'unica. Movimento, posizione del corpo, livello di eccitazione, aspettative, esperienza precedente, attenzione, sensazioni provenienti da diverse parti del corpo e contesto relazionale possono contribuire insieme all'esperienza orgasmica.

È proprio questa l'idea proposta da Pfaus e colleghi (2016) attraverso la metafora del “whole”: l'orgasmo non deve necessariamente essere ricondotto a una singola parte del corpo, ma può essere considerato come un'esperienza complessiva costruita attraverso l'integrazione di molteplici segnali.

Non esiste un unico modo corretto di avere un orgasmo

Questa prospettiva sposta anche la domanda.

Invece di chiedersi “qual è il tipo corretto di orgasmo?”, diventa più interessante chiedersi “come vive questa esperienza questa persona, in questo momento e in questo contesto?”

L'orgasmo femminile non è un fenomeno identico per tutte, né necessariamente identico per la stessa persona nel corso della propria vita. Il corpo cambia, cambiano le esperienze, le relazioni, le aspettative e il modo in cui impariamo a conoscere ciò che ci dà piacere.

La distinzione tra orgasmo clitorideo e vaginale, quindi, rischia di trasformare una grande varietà di esperienze in una contrapposizione troppo semplice.

Forse la domanda più interessante non è da quale parte del corpo provenga l'orgasmo, ma come il corpo, il cervello, l'esperienza e il contesto riescano, insieme, a costruirlo.

Riferimenti

  • Pfaus, J. G., Quintana, G. R., Mac Cionnaith, C., & Parada, M. (2016). The whole versus the sum of some of the parts: Toward resolving the apparent controversy of clitoral versus vaginal orgasms. Socioaffective Neuroscience & Psychology, 6, 32578. https://doi.org/10.3402/snp.v6.32578 DOI